Lettera del Preside alle famiglie

Carissimi genitori,

stiamo tutti attraversando tempi di grande difficoltà, perdite di cari e grandi, profonde preoccupazioni. Non vediamo l’ora di tornare a guardarci negli occhi, di riannodare i fili esili e preziosi dei nostri legami. Questa pandemia ha preso tutti in contropiede e ci sta mettendo tutti a dura prova, anche come scuola, studenti, famiglie, su tanti piani sia umani sia professionali. Davvero la situazione è difficile e dobbiamo tutti da adulti continuare a dare fiducia e speranza ai nostri figli e alle nostre comunità, continuando a sostenerci vicendevolmente.  

Vogliamo davvero che tutti sentano la nostra profonda vicinanza e solidarietà, la nostra comunione fraterna, la nostra preghiera.

Ci siamo inizialmente illusi che questa minaccia rientrasse e fosse lontana e circoscritta, ma a quanto pare la prima reazione di incredulità è stata la stessa per molti. Tuttavia, dopo il primo impatto emotivo, ci siamo subito allertati e come scuola mossi per fare tutto ciò che poteva essere di aiuto a reggere anche solo emotivamente questo duro impatto e per dare il meglio come IMC!

Sul piano sanitario ci siamo preoccupati di essere subito molto prudenti e intransigenti, come potete immaginare la sede della scuola è ad oggi inaccessibile anche al personale ata, bidelli e segreteria e tutti rimaniamo chiusi nelle nostre case. Anche ai genitori che volevano comprensibilmente  recuperare i libri di testo lasciati nelle aule, abbiamo dovuto vietare l’accesso e i docenti hanno cercato di correre ai ripari come meglio potevano.  

Sul piano didattico tutti i docenti si sono attivati per tenere vivi i contatti e, anche se il lavoro da casa non può essere visibile all’esterno, l’Opera S. Alessandro si è data da subito strumenti di monitoraggio e contabilizzazione in tal senso: tutti i docenti si sono messi al lavoro, dedicando alla scuola, nei limiti delle condizioni di salute e precarietà, molto più del tempo che prima dedicavano, con passione e creatività.

Come sapete, per molti contesti e anche per le scuole dell’ Opera, c’è voluto il tempo necessario per capire che cosa stava succedendo, per recepire le indicazioni ministeriali, per attrezzarci sul piano della formazione e dei dispositivi di una didattica a distanza più arricchente ed efficace da introdurre con la dovuta gradualità pedagogica.

Stiamo  accelerando in tutti i modi processi di progettazione e riorganizzazione che solitamente esigono mesi per essere sviluppati, perché ci sta davvero a cuore offrire ai nostri studenti il massimo della cura e dell’attenzione. Devo ringraziare con tanta riconoscenza uno ad uno i nostri infaticabili docenti che stiamo sottoponendo a non pochi stress, impegni che si aggiungono alle dure prove di questa situazione. A volte nella quantità e varietà delle proposte qualcuno ha esagerato, a volte qualcuno ha sottostimato le potenzialità, non è facile prendere le misure con questa situazione inedita e servirà ancora un poco di tempo per trovare l’equilibrio tra ciò che è essenziale ed irrinunciabile, ciò che è vivamente consigliato e ciò che viene proposto come facoltativo, in base alle diverse situazioni ed esigenze, bisogni e curiosità.

I docenti della secondaria si sono attrezzati con le valutazioni, lezioni in diretta e video-lezioni e hanno ripreso, prima con prudenza e ora con sempre maggiore sistematicità, i processi di valutazione. Per le scuole della primaria sono state proposte attività a distanza per dare continuità alle attività didattiche con i canali comunicativi disponibili.

Ora l’introduzione della nuova piattaforma G-suite anche per la primaria permetterà di potenziare e arricchire le proposte in atto, e di rendere la didattica a distanza più facilmente valutabile. Ci chiederà molta pazienza, sappiamo che le reti sono intasate, che non tutti sono attrezzati, competenti, che ci sono tante problematiche a casa, che, soprattutto nella primaria c’è meno autonomia e dimestichezza da parte degli alunni, che per fortuna hanno fatto  informatica fin dal primo anno.

Consapevoli delle tante fatiche di numerose famiglie,  ringraziamo soprattutto dell’aiuto reciproco che tra genitori  avete messo in atto per sostenervi e supportarvi a vicenda per la scuola e non solo, e grazie di cuore per le tante forme di incoraggiamento e riconoscimento che stiamo ricevendo per il lavoro in atto.

Nell’attraversare questa prova, certi che sapremo uscirne solo insieme, ci affidiamo alle parole di San Paolo per confortarci anche in tempo di afflizioni: ”sapendo che l’afflizione produce perseveranza, la perseveranza esperienza e l’esperienza speranza”(Romani, 5, 3-5).

Riconoscerci tutti vulnerabili ci obbliga ad altri ritmi, ad essere più umili, ad avere uno sguardo più misurato e meno pretenzioso, ad aver cura della vita in tutte le sue forme. Senza cura non c’è vita, perché la vita ha continuamente bisogno di cure, cure che riparano le ferite, quelle del corpo e quelle dell’anima.  Oggi siamo riconoscenti verso tutti gli operatori sanitari, infermieri e medici,  che si stanno giocando in prima linea, oltre misura.

Facciamo in modo di non dimenticarlo, quando finalmente tutto sarà finito, quando butteremo le mascherine, quando torneremo a respirare all’aperto, torneremo a gustare il calore degli abbracci senza quell’ansia e quella paura che impediscono di esserci veramente con autenticità, con sé e con gli altri.

Prendiamoci la responsabilità in Valle Imagna, quando questa emergenza sarà terminata, di sostenere progetti più attenti all’essenziale e impegniamoci a cercare risorse per tutto ciò per cui ne va della qualità della vita.

Nel frattempo a noi tutti, educatori, genitori e figli è chiesto di praticare la virtù, troppo spesso dimenticata, del ringraziare. Cogliamo questa occasione per coltivarla quotidianamente nei nostri messaggi, nei nostri incontri, nei nostri diari. Facciamolo noi e stimoliamo i nostri figli a scrivere, tutte le sere, almeno un grazie per ciò che comunque hanno ricevuto in dono. Ne ricaveremo tutti forza interiore e coraggio 

Un forte abbraccio a tutti voi e un bacio di benedizione per i vostri figli

Il Preside

Giulio Caio